Filosofo


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La tesi originale, scritta da L. Ron Hubbard nel 1948, riassume i sedici anni di ricerca sul soggetto della mente umana. Pubblicata oggi con il titolo Le dinamiche della vita, l’opera era stata originariamente offerta ad amici perché la esaminassero. Ne furono quindi fatte delle copie che fecero il giro di tutto il mondo passando di mano in mano.

     La seconda guerra mondiale determinò un temporaneo arresto nella sua ricerca ma, al contempo, costituì un ulteriore stimolo: in primo luogo il suo grado di comandante di pattuglia anti-sommergibile lo portò a navigare nelle acque sia del Pacifico che dell’Atlantico, in secondo luogo furono proprio i terribili orrori di quella guerra che resero ancora più evidente il bisogno di una filosofia pratica tesa al miglioramento dell’uomo. Per dirla nel suo modo succinto: “L’uomo soffre di una forma di follia e tale follia si chiama guerra”. L. Ron Hubbard fu anche uno dei primi a esprimere la sua preoccupazione per le conseguenze derivanti dall’uso della bomba atomica in assenza di una parallela comprensione del comportamento umano.

     Il suo lavoro su questo fronte raggiunse il culmine nel 1945, presso l’ospedale navale Oak Knoll di Oakland, in California. Parzialmente cieco a causa di una lesione ai nervi ottici e claudicante per ferite all’anca e alla spina dorsale, L. Ron Hubbard divenne uno dei cinquemila pazienti dell’ospedale, tutti provenienti dalla Marina e dal corpo dei Marines. Nelle corsie c’erano anche centinaia di soldati scampati ai campi di prigionia giapponesi. Incuriosito dall’inesplicabile fatto che questi uomini non riuscissero a guarire nonostante le cure mediche intensive, L. Ron Hubbard li sottopose alle prime procedure di quella che sarebbe poi diventata Dianetics. Si prese cura di una quindicina di pazienti in tutto e applicò su di loro le sue tecniche per rimuovere quella che lui considerava l’inibizione mentale che impediva la guarigione. Ciò che alla fine scoprì, e che di fatto salvò la vita di quei pazienti, fu un principio filosofico chiave: a dispetto delle teorie scientifiche universalmente ritenute valide a quel tempo, il proprio stato d’animo aveva in effetti la precedenza sulla propria condizione fisica. Questo significa che i nostri modi di vedere, i nostri atteggiamenti e le nostre condizioni emotive determinano in definitiva il nostro benessere fisico, e non il contrario. Ovvero, per usare le concise parole di L. Ron Hubbard: “È la funzione che controlla la struttura”.




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